Elogio alla Pippa



Che cosa ci sia realmente nella testa di Arisa non ci è dato sapere. Quale sia lo strano meccanismo che la fa passare dall'essere disarticolata e senza freni quando parla, al diventare un sensuale usignolo quando canta rimane un mistero. Sta di fatto che Rosalba Pippa, in arte Arisa, è colei che più e più volte ha risollevato e dato eco a programmi altrimenti logorati da meccanismi ripetitivi e quindi, noiosi. Era già successo con il Festival di Sanremo 2015, condotto per la prima volta da Carlo Conti. Arisa, in veste di valletta, era riuscita nell’impresa di anestetizzare seppur faticosamente non solo il fastidioso fare deferente del cerimoniere Conti, ma anche i banali cliché elargiti dalla collega Emma, regalando al pubblico momenti di pura esilarante follia. Stessa cosa è accaduta pochi mesi più tardi quando Arisa portò un po’ d’ossigeno ad alta quota nella scalata vip dell’adventure game condotto da Caterina Balivo, Monte Bianco – Sfida Verticale. Con l’eliminazione della cantante già alla prima puntata, il programma fu investito dalla valanga della noia più fredda. Stesso identico meccanismo si sta verificando quest’anno a X Factor dove, dopo la clamorosa uscita di scena nell'edizione numero 6 al grido di “Sei falsa Simona, ca**o!”, Arisa è tornata a sedere al tavolo dei giudici alla ricerca del prossimo talento da mandare a Sanremo. Se le selezioni avevano fatto presagire un'edizione "col botto" (per citare la nemica amatissima Ventura), la fase del live ha evidenziato un programma che, seppur curato nei minimi dettagli, è  contraddistinto da un format molto semplice che deve inevitabilmente poggiare su una giuria "carica a pallettoni" (per citare ancora l'ex giudice di Chivasso) in grado di forgiare a dovere i propri talenti. Se una delle due componenti viene a mancare, giuria e/o talenti, lo show non regge, per quanto cool e sempre sul pezzo lo si voglia vendere. Se Alvaro Soler è totalmente assente, le metafore di Fedez sanno di stantio. Da Manuel ci si aspettava forse di più. Si voleva un nuovo Morgan, ma di Marco Castaldi ce n'è uno solo (ricordate Elio?). E neanche troppo a sorpresa, Arisa si è rivelata colei che, in quanto a show, tiene su tutta la baracca. Senza filtri, Rosalba ci mette anima, cuore, nervi e un bicchierino di champagne, gestisce una squadra che già in partenza era data per sfavorita e ammette di non conoscere i pezzi assegnati dai colleghi giudici. Proprio quei pezzi che sì, fanno la differenza tra X Factor e gli altri talent in quanto ad arrangiamenti e messa in scena (Tommasini sempre sia lodato), ma che quasi mai riflettono il mercato italiano col quale i pochi miracolati si confronteranno una volta usciti dal programma. Arisa è un'outsider, una che voleva aiutare i bruchi a diventar farfalle, lei che di metamorfosi ne sa qualcosa. Non porterà nessun concorrente in finale ma in compenso trainerà lo show fino alla fine (insieme ad altri due gioiellini del programma: la zia Mara Maionchi e l'impeccabile Cattelan).

Grazie Rosalba Pippa in arte Arisa, perchè per noi telespettatori le tue elucubrazioni mentali sono meravigliosi orgasmi.

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