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| da mediaset.it |
È statisticamente
provato che la seconda volta non sarà mai
come la prima. Nel bene e nel male. E, questa volta, ahimè, si tratta della
seconda alternativa. È raro che il divertimento regalato da un viaggio si possa
ripetere se la meta è la medesima. Si andranno inutilmente a ripercorrere le
stesse tappe del passato sperando invano di ripetere un’esperienza che si
scoprirà essere irripetibile. Questo accade anche in televisione quando,
visto il successo di un format, altri programmi cercano di seguirne le orme.
Sarebbe
auspicabile un cambio di rotta, ma spesso l’unica possibile è quella di
collisione.
Lo hanno
imparato a loro spese gli spettatori di Flight 616, programma di Italia Uno che
si crede Pechino Express ma non disdegna i dating show targati De Filippi. Un mix
che sulla carta potrebbe anche risultare vincente, specialmente per il giovane
pubblico della rete. Ma, una volta in onda, puzza di law cost. L’Asia, i
templi, le corse nel traffico, i bonus nelle spa, gli insetti da mangiare e i
tronisti da conquistare, eccetera eccetera. È tutto troppo già visto. E se in
finale di puntata arrivano persino le scimmie insaziabili che rubano la frutta
ai concorrenti allora è davvero troppo.
Ad essere
ottimisti un atterraggio di emergenza è ancora possibile. Luoghi inediti per lo
spettatore, prove più avvincenti e sviluppi nelle interazioni tra i componenti
delle coppie in gara potrebbero accompagnare il Volo 616 al di fuori delle
turbolenze incontrate nel corso della prima puntata. E se il pilota automatico
non dovesse bastare, ci si affida all’abilità del pilota. Perché diciamocelo, l’aereo
decollato ieri sera ne vanta uno molto azzeccato, che fa di nome Paola e di cognome
Barale. Gambe divaricate, braccia toniche e una cucaracha in bocca quando parla, la Barale è cool e perfettamente a suo agio. Ironica milf con i concorrenti e velatamente malinconica nell'augurarci la buona notte in Thai. È lei il salvagente e la speranza per un unpgrade di un viaggio partito non troppo bene e già fatto. Allacciamo le cinture e che la Barale ce la mandi buona!

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