Le Regole della Fiction Perfetta

da trulytafakari.com
Lo ammetto. Sparare sulla croce rossa è da vigliacchi. Ma più la bulimia da serie americane ci riduce a vegetali che si nutrono di  streaming al grido di ‘l’ultimo e poi dormo’, più l’intolleranza alla fiction made in Italy si aggrava senza speranze di guarigione.

Da qualche settimana la mia personale fonte di nutrimento risponde al nome di How to get away with murder, meglio conosciuta in Italia come ‘Le regole del delitto perfetto’. Già da qualche settimana infatti gli abbonati Sky hanno l’opportunità di seguire le vicende di Annalise Keating e del suo studio legale. Si tratta di un accattivante susseguirsi di flashbacks e arringhe incalzanti che, oltre all’avvocato interpretato magistralmente da Viola Davis, coinvolgono cinque studenti universitari e due associati. Vite professionali e private si fondono in un intreccio mai banale e sorprendente. C’è tutto ciò che lo spettarore si aspetta, e un po’ di più: giallo, sesso, tormento, passione, irriverenza. Insomma, c’è tutto quello che l’offerta italiana non offre, fatta eccezione per casi assai limitati e quasi interamente riservati alla piattaforma celeste a pagamento.

da people.com


Mi chiedo se sia quello che ci meritiamo. E questo dubbio mi sorge davanti ai dati d’ascolto che lunedí 09 febbraio vedono leader assaluto della serata UN PASSO DAL CIELO 3 con una media di più di 7 milioni di telespettatori pari ad oltre il 26% di share. Saranno le capacità vocali ipnotiche ed assuefative di Terence Hill o la bigottagine del pubblico italiano che premia il Festival  di Conti perchè ‘in cerca di normalità’, sta di fatto che di questo passo ci attendono dieci, venti, cento stagioni ancora di Un Medico in Famiglia se il pubblico televisivo non si ribellerà. Speriamo almeno di sapere che fine abbia fatto Alice Solari, alias Claudia Pandolfi, dispersa in Australia ormai da anni. Chi l’ha visto è avvertito.  

Oltreoceano, almeno dal punto di vista televisivo, le cose sembrano decisamente diverse. Ed il nuovo gioiello seriale di Shonda Rhimes lo dimostra. Non solo Le regole del delitto perfetto scorre via percorredo una trama pianificata nel dattaglio sorprendendo continuamento lo spettatore, ma riesce anche e soprattutto a parlare ad un pubblico vasto e differente senza pregiudizi o macchiette, senza alcun proselitismo. Non si vuole convertire nessuno. I personaggi sono così come si presentano, che piaccia o no. Una donna afroamericana tanto forte e determinata in tribunale, quanto fragile in camera da letto una volta sfilata la parrucca e senza trucco. Una coppia gay come tante in bilico tra passione e carenza di fiducia. Una giovane latina, tra i migliori studenti del corso di diritto penale tenuto dall’avvocato Keating, in contrasto con la sua famiglia e con i suoi sentimenti. Ed al centro di tutto un delitto ed una serie di azioni che nessuno avrebbe mai immaginato di commettere. Esseri umani come tanti. Veri. Traditori, opportunisti e fallibili. Non è forse questa la normalità di cui anche il pubblico italiano avrebbe bisogno?


da ctv.ca

1 commento:

  1. ���� speriamo che Gomorra possa dare il via ad una nuova scuola per la fiction italiana.. Non prima di aver trovato Claudia ovviamente!!

    RispondiElimina